Ingenuità giornalistica

Oh, ma dai!!

Sfogliavo la pagina web di LaRepubblica e ho visto questo (riporto testualmente il titolo):

“Accoltella figlie nel sonno. Morta bambina di 12 anni”

Sottotitolo: “Grave sorella, fermato da altri figli. Ha tentato suicidio. Moglie l’aveva lasciato”

 

Parliamone.

Notiamo la struttura del titolo: ci dice subito che un genitore ha accoltellato le figlie nel sonno. Si passa poi alla tragedia: muore una bambina, di dodici anni appena.

Leggendo il sottotitolo, l’indignazione del lettore aumenta: la sorella è grave. Presumiamo che non sia di molto più grande o piccola. E poi, non solo le ha accoltellate, non solo non si è fermato, ma sono dovuti intervenire anche gli altri figli.

Io, a questo punto, sono come minimo indignata. Cosa ti spinge, a te come genitore, di accoltellare il proverbiale “sangue del tuo sangue”!?!

Però…

Con la frase seguente, può scattare l’empatia. A me è scattata…

…per poi scoppiare come una bolla di sapone appena ho finito di leggere. Moglie l’aveva lasciato.

Ora, io non so se tra voi che venite a spulciare questo blog ci siano dei giornalisti ma, PER FAVORE, non è una giustificazione.

Messa così, dopo la tragedia, questa frase sa di giustificazione per il gesto.

 

Se poi aprite l’articolo, potete notare come continua. “All’origine del gesto potrebbe esserci una crisi matrimoniale con la moglie, che lo aveva lasciato alcuni giorni fa.

Punto 1. Intanto, se la moglie l’aveva lasciato, un motivo c’era.

Punto 2. Vero, non sono una psicologa, ma non credo che uno si svegli un giorno e decida che accoltellerà le figlie. Quindi non credo che si possa ritenere la crisi con la moglie come l’origine di un gesto di questa portata. A me personalmente un gesto così fa pensare a una premeditazione.

Punto 3. Prime frasi dell’articolo verso e proprio: “Un dramma improvviso […]. Così i carabinieri ricostruiscono il raptus[…].”

…Spero di non aver letto quello che ho letto. Che sia una mia tara mentale.

Rileggo.

No. È proprio raptus. Ergo, quest’uomo maturo di 47 anni ha visto le figlie dormire, chissà come mai questa cosa gli ha dato particolarmente fastidio e, grazie a un coltello che si è magicamente materializzato nella sua mano, ha ucciso una delle due e ridotto in fin di vita l’altra.

 

Possiamo per favore notare che sono figlie. Non figli, non maschi. Ma figlie. Figlie femmine.

Freud ci andrebbe a nozze.

 

Mia personale opinione: ha usato un coltello. Un’arma che impone un contatto ravvicinato. Ergo, per sopraffare qualcuno, o sono molto veloce o sono molto forte. Considerata la differenza di stazza, di età e di occasione, direi che il padre era forte. Non so voi, ma a me sa tanto di supremazia.

Conferma che mi è arrivata leggendo un articolo dell’Huffington Post: non è raptus. Si sceglie di farlo.

È premeditazione, non pazzia. 

Giornalisti italiani, scrivetelo. Anzi, SCRI-VE-TE-LO!

La prossima volta, voglio leggere un articolo che dica:

“Ferisce il figlio della compagna. Bimbo salvo. Gesto premeditato.”

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~ di taleofmine su 23/08/2014.

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